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ll ponte della Costituzione: dal vetro alla pietra 

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27/12/2021

Quarto ponte sul Canal Grande progettato da Santiago Calatrava: i gradini giudicati sdrucciolevoli saranno sostituiti. Mezzo milione di euro nel Bilancio per i primi interventi

Il ponte, disegnato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava e realizzato utilizzando principalmente acciaio e vetro, fu aperto al traffico pedonale la notte dell’11 settembre 2008. Le polemiche divamparono presto, ma in realtà tutto l’iter – dalla progettazione alla realizzazione – è costellato da costi lievitati, tempi dilatati, inchieste, processi e sentenze processuali. E adesso si cerca una soluzione definitiva per evitare le continue cadute soprattutto d’inverno, quando i gradini di vetro ghiacciano.

Il ponte è caratterizzato dalla forma arcuata con una campata di 81 metri, larghezza di 6 metri alla base e 9 al centro per un’altezza di 10 metri al culmine; la struttura è in acciaio, i pavimenti in vetro della Saint-Gobain, pietra d’Istria e Trachite di Montemerlo. Nei corrimani sono installate lampadine a led che dissipano il raggio di luce nei parapetti in vetro.

Il ponte è lungo 94 metri con una ampiezza centrale di 81. L’arco centrale in acciaio, elemento strutturale del ponte ha un raggio di 180 metri.

Il giornale inglese The Independent commentò così il ponte:

«Un progetto squisitamente moderno […] ma stilisticamente non fa a pugni con lo scenario, aiutato dal fatto di essere costruito in vetro e marmo dell’Istria, il materiale più usato a Venezia. […] Progettato da Santiago Calatrava, l’architetto spagnolo i cui progetti da Dublino ad Atene, passando per Buenos Aires hanno cambiato la nostra idea circa l’aspetto che deve avere un ponte, quello di Venezia è molto diverso dalle opere che lo hanno reso famoso. È l’essenza della discrezione: nessuna rete di cavi, nessuna rievocazione di arpe, lire o liuti, solo una semplice campata a forma di freccia da sponda a sponda, senza nessun supporto visibile.»

Nell’agosto del 2008 l’allora sindaco Massimo Cacciari propose di denominare l’opera “ponte della Costituzione” in omaggio alla legge fondamentato dello Stato italiano.

Il progetto di Calatrava

Nel 1997 il celebre architetto e ingegnere Santiago Calatrava regalò alla città di Venezia il progetto esecutivo. Nel 1999 il Comune di Venezia gli affidò la preparazione della documentazione assieme a tutti gli enti coinvolti e sottoposto a revisioni da parte dell’Associazione per la Protezione della Città di Venezia e della Sovrintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Venezia. Il progetto fu approvato.

L’incarico dell’esecuzione dei lavori fu affidato, dopo la gara d’appalto, alla Cignoni, che si è avvalsa della collaborazione di docenti universitari e della società Mastropasqua-Zanchin & Associates Structural Engineering per la statica strutturale dell’impalcato metallico.

I lavori

I lavori cominciarono nel 2003. I tempi previsti per la realizzazione erano stati stimati nel 2002 in 456 giorni, ovvero circa 1 anno e mezzo. I lavori durarono invece quasi 6 anni.
Dopo anni di rinvii, dubbi sulla stabilità del ponte e polemiche sulla lievitazione dei costi, i lavori di posa in opera del ponte iniziarono il 28 luglio 2007 con i due conci laterali e si conclusero l’11 agosto 2007 con la posa del concio centrale sui due sostegni provvisori dopo il suo trasporto lungo il Canal Grande nella notte tra il 7 e l’8 agosto.

Battesimo e apertura

Alla fine di agosto del 2008 il sindaco rinunciò all’inaugurazione ufficiale del ponte. L’apertura del ponte avvenne in sordina alle ore 23:44 di giovedì 11 settembre 2008. Nella serata si svolse un piccolo rinfresco con le maestranze del cantiere iniziato verso le ore 21, al quale parteciparono membri della giunta, il sindaco stesso e alcuni giornalisti.
L’ovovia

L'”ovovia” era il dispositivo che avrebbe dovuto permettere l’attraversamento del ponte delle persone con disabilità, degli anziani con problemi di mobilità e delle donne in avanzato stato di gravidanza o con passeggini. Il tempo minimo di percorrenza era previsto in circa 7 minuti. Il costo previsto inizialmente era di poco più di un milione di euro, poi aumentato a 1,8 milioni.

Chi doveva utilizzare l’ovovia doveva premere il bottone di un videocitofono collegato con il personale, che, verificato che il richiedente fosse effettivamente impossibilitato a oltrepassare il ponte in altro modo, azionava l’ovovia, che poteva trasportare al massimo due passeggeri per viaggio.

L’ovovia non è mai entrata in servizio, se non per il collaudo; nel maggio 2020, sentito il parere della Corte dei Conti, il Comune di Venezia ha provveduto alla rimozione definitiva della struttura.

Costi e controversie

Il costo dell’opera si aggira intorno agli 11,3 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 1,8 milioni di euro dell’ovovia. La cifra finale supera nettamente i 6,7 milioni di euro previsti nella gara d’appalto. Inoltre, altri costi sono previsti per la manutenzione e il controllo del ponte.
Per tutti questi motivi, nel 2008 il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ha disposto l’acquisizione della documentazione sulla gara d’appalto e dei progetti tecnici del ponte. L’inchiesta è stata archiviata perché non sono stati rilevati reati.
Altre critiche sul ponte riguardano l’alzata e la pedata irregolari dei gradini che costringono a un continuo aggiustamento del passo e la porzione del calpestio in vetro che tende a danneggiarsi e a diventare sdrucciolevole sia con la pioggia sia con l’umidità elevata. Di fronte alle numerose lamentele, richieste di risarcimento danni per cadute e per contenere i costi di manutenzione, il Comune di Venezia ha avviato un progetto sperimentale per la sostituzione del vetro con la trachite.

 

Sofia Panfili

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